Le città nelleconomia globale

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  • Přidal/a: anonymous
  • Datum přidání: 05. července 2007
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Le città nelleconomia globale

I mutamenti dell’economia hanno influito moltissimo sull’importanza delle città e del relativo ruolo economico. Nel 19° secolo le città non erano i centri in cui venivano create le ricchezze: infatti, la ricchezza veniva creata nei porti, nelle piantagioni, nelle miniere.. oggi invece la ricchezza dipende dai movimenti internazionali di denaro, che hanno origine nei mercati finanziari, nelle banche, negli uffici direzionali delle società trasnazionali; e le città sono la loro sede naturale.
Il ruolo della città nella nuova economia globale è influenzato da una nuova geografia delle transazioni internazionali. Quando l’oggetto delle transazioni erano le materie prime per es.prodotti minerari o prodotti agricoli, i luoghi chiave erano Africa, America Latina e Caraibi. Quando invece, agli inizi degli anni ’80, la finanza e i servizi economici sono diventati i componenti importanti delle transazioni internazionali, il ruolo delle città si è rafforzato. Ed in particolare oggi soltanto un numero limitato di città svolge un ruolo strategico.

Geografia
La nuova geografia delle transazioni internazionali diventa più chiara con i flussi di investimenti diretti esteri (IDE)- prodotti da investitori che comprano, anche in parte, un impresa o creano imprese in paesi esteri. Durante gli ultimi 20 anni la crescita degli IDE è stata inglobata (unita) nei processi internazionali di produzione di beni e servizi come la produzione manifatturiera nei paesi in via di sviluppo. Gli anni ‘80 hanno visto uno spostamento della geografia economica globale verso l’asse est-ovest: la così detta ‘triade’ (USA, Europa occidentale, Giappone). Stati uniti, Regno unito, Giappone, Francia e Germania, cioè i paesi più sviluppati, hanno generato la parte maggiore dei flussi di IDE attorno alla metà degli anni ’80. E non è un caso che le banche più importanti sono in questi paesi.

Composizione
Mentre negli anni ’50 i movimenti economici erano costituiti da prodotti primari e risorse trasformate da industrie manifatturiere, negli anni ’80 il divario fra la crescita delle esportazioni e quello dei flussi finanziari è cresciuto notevolmente. Gli IDE globali sono cresciuti annualmente almeno del 20 % fino ad arrivare al 29 %.

Uno dei motivi è che il numero delle fusioni e delle acquisizioni internazionali è cresciuto bruscamente; un altro motivo è che parecchi paesi sviluppati per es. Giappone sono diventati grandi esportatori di capitali. Gli anni ’80 sono gli anni in cui i flussi di IDE aumentano notevolmente e non è un caso se la Comunità Europea si è appropriata della quota maggiore degli IDE nei servizi. Anche le imprese trasnazionali ITN (società che operano in più paesi attraverso aziende affiliate, consociate o collegate o da accordi d’altro tipo) sono aumentate in maniera improvvisa. Il loro ruolo centrale si può vedere nel fatto che alla fine degli anni ’80 le ITN rappresentavano l’80 % del commercio internazionale degli Stati Uniti. Quasi tutti gli IDE e una grande parte dei trasferimenti di tecnologia sono opera delle ITN. Quadro istituzionale
Le imprese trasnazionali ITN sono diventate sempre più essenziali per l’organizzazione dell’economia mondiale. I mercati creditizi hanno fornito alle ITN mezzi economici grandissimi, e le ITN hanno in pratica sostituito le banche. Oggi, l’ITN ha un ruolo strategico nell’organizzare l’economia mondiale.
Altra istituzione essenziale per l’organizzazione dell’economia mondiale sono i mercati finanziari globali. Nascono in seguito alla crisi bancaria del terzo mondo (1982) quando le banche americane capirono che i grossi prestiti concessi ai paesi del terzo mondo non sarebbero stati pagati. Questa crisi bancaria creò uno spazio per piccole imprese finanziarie che guadagnarono ingenti capitali. Inoltre la deregolamentazione favorì ulteriormente la loro crescita, basata sulla speculazione.
Altro elemento importante per il quadro istituzionale è dato dai blocchi commerciali trasnazionali, NAFTA (north america free trade agreement) e CEE (comunità economica europea). I due blocchi, pur avendo caratteristiche differenti, sono caratterizzati da una aumentata mobilità internazionale di capitali, con grande libertà di movimento di servizi finanziari. Il commercio è meno importante, perchè gli scambi fra i paesi sono già abbastanza elevati e facilitati da tasse doganali basse.

Tutti questi elementi hanno avuto conseguenze molto evidenti:
le attività finanziarie hanno avuto livelli elevatissimi di redditività a scapito delle attività manifatturiere;
la deregolamentazione ha sottratto investimenti all’industria manifatturiera perchè è molto più redditizio investire in attività finanziarie;
la finanza offre la possibilità di realizzare superprofitti.

Luoghi strategici
Come forme di globalizzazione economica abbiamo tre zone:
1. le zone di lavorazione merci esportate temporaneamente (def: sono in paesi a bassi salari, dove le imprese possono costruire strutture produttive e non pagano imposte sul valore aggiunto quando li rimandano nel paese d’origine)
2. i centri bancari offshore (def: posti nei quali non vengono applicate molte norme nazionali e internazionali riguardanti le transazioni bancarie; sono anche definiti ‘paradisi fiscali’; Singapore, Hong Kong, Manila, Taipei, Bahrein, Kuweit, Dubai, Malta, Cipro, Australia, Nuova Zelanda, Seychelles, Mauritius, Svizzera, Lussemburgo, Madeira, Isola di Man, Isola del Canale, Gibilterra, Monaco, Lichtenstein, Bermudas, Bahamas, Isole Cayman, Campione d’Italia
3. le città globali (def: occupano una posizione strategica nell’economia globale. Questa posizione deriva dalla concentrazione di funzioni di comando e di imprese fornitrici di servizi di livello alto, rivolti ai mercati internazionali; città con livelli altissimi di internazionalizzazione sia sotto il profilo di economia, che della struttura sociale)
Vi sono altri luoghi per le transazioni internazionali come porti e importanti distretti industriali dei maggiori paesi esportatori (USA, Giappone, Germania). Le città globali
Nelle città globali si concentrano i quartieri generali delle imprese, soprattutto quelle che operano in più paesi. La diminuzione dell’importanza del ruolo della pubblica amministrazione ha favorito l’organizzazione di imprese specializzate in mercati globali di servizi e strumenti finanziari. città globali:
- hanno accentrato funzioni di comando
- sono i luoghi di produzione di servizi finanziari e servizi specializzati
- sono piazze di mercato trasnazionali nelle quali le imprese e i governi possono acquistare strumenti finanziari e servizi specializzati. centri offshore:
- rappresentano una localizzazione altamente specializzata per alcuni tipi di operazioni finanziarie internazionali
- zone di rifugio nel caso in cui i governi dei maggiori centri finanziari decidano di cambiare le regole dei mercati finanziari

Il volume complessivo delle operazioni finanziarie è maggiormente concentrato nelle città globali.

La capitalizzazione delle borse mondiali è concentrata a dismisura in poche città (Tokyo, New York, Londra).

L’economia mondiale dopo la pax americana
pax americana- periodo di predominio politico, economico e militare degli Stati Uniti durato fino agli anni ’70
Durante il crollo della pax americana (metà degli anni ’70) si profila una nuova fase dell’economia mondiale. L’asse delle transazioni si sposta dalla direttrice nord-sud, verso quella est-ovest. Vaste aree d’Africa e America Latina vedono disintegrarsi i forti legami che li uniscono ai mercati mondiali delle materie prime; cresce il peso degli investimenti diretti esteri (IDE) e dei mercati finanziari internazionali; cadono gli accordi di Bretton Woods che avevano regolamentato l’economia mondiale sin dalla fine della seconda Guerra Mondiale. La loro fine è legata al declino del predominio militare economico degli USA: le multinazionali e le banche giapponesi ed europee sono divenute le grandi rivali delle imprese USA. Per comprendere il ruolo che una città svolge nell’economia mondiale a partire dagli anni 80 si deve vedere l’intersezione di:
- accelerazione della globalizzazione delle attività economiche
- crescente intensificazione dei servizi nell’organizzazione di tutte le industrie

Il processo chiave nell’economia urbana è dato dalla crescente domanda di servizi da parte delle imprese di tutti i settori; nelle città nascono attività bancarie e di servizi.

I servizi alla produzione
I servizi alla produzione coprono i campi finanziari, del diritto e della direzione generale; l’innovazione; lo sviluppo; la progettazione; l’amministrazione; la direzione del personale; le tecniche produttive; la manutenzione; i trasporti; le comunicazioni; la distribuzione all’ingrosso; la sicurezza; la pubblicità.
Essi sono concentrati nelle grandi città; crescono più rapidamente nei paesi più sviluppati.
È il settore che cresce più rapidamente nelle economie più sviluppate (Giappone, Francia, Regno Unito, Canada, Usa)
Oggi tendono a concentrarsi nei centri delle maggiori piazze finanziarie. E a secondo dei tipi di servizi alcune piazze si specializzano su prodotti differenti, anche all’interno dello stesso stato ( es New York per il settore bancario e immobiliare, Washington per consulenza legale, elaborazione dati, management).
L’industria manifatturiera continua a sopravvivere, essendo necessaria per l’esistenza stessa dei servizi alla produzione.

La crescita di fornitori di servizi alla produzione in una data città può essere alimentata da attività manifatturiere ubicate in altri luoghi, purchè facenti parte di un circuito aziendale multinazionale.

La formazione di un nuovo complesso di produzione e servizi
Secondo le teorie dell’industria dell’informazione, che vedevano nelle tecnologie informatiche la possibilità di operare a distanza, lo sviluppo e la concentrazione dei servizi alla produzione nelle città non avrebbero dovuto verificarsi. Invece accade esattamente il contrario. Perchè?
I servizi alle aziende sono acquistati all’esterno, e richiedono fornitori specializzati, dato il loro grado crescente di complessità. Infatti per una azienda è più conveniente acquistare un pacchetto di servizi evoluti piuttosto che assumere specialisti che li producano “in casa”.
D’altra parte il processo di produzione dei servizi è avvantaggiato dalla vicinanza di fornitori di altri servizi specializzati, con i quali interagire.
Le particolari caratteristiche della produzione spiegano la centralizzazione delle funzioni di direzione e di servizi che si è avuta nelle maggiori città. Il tempo è il fattore più importante, e risparmiare tempo è importante nel campo della finanza: borse valori, mercati valutari, futures...
Le direzioni generali possono trasferirsi fuori delle grandi città, ma devono avere sempre qualche direzione secondaria delegata ad operare in stretto contatto con le società di servizi presenti nelle grandi città. Comunque le direzioni generali delle società internazionali sembrano beneficiare dal localizzarsi nei grandi centri d’affari internazionali, quali che siano i costi.

La fornitura di servizi alle società trasnazionali
Lo sviluppo di attività manifatturiere, bancarie e di servizio distribuite fra più ubicazioni necessita di una vasta gamma di servizi specializzati necessari per amministrare e controllare reti globali di fabbriche, di canali di offerta di servizi e di succursali. La maggior parte di queste attività non può essere fatta all’interno selle aziende. Lo sviluppo di un mercato di servizi che assicurano le componenti della “capacità globale di controllo” è stato favorito da elevati livelli di specializzazione, dalla possibilità di rendere esterna la produzione dei servizi e dalla crescente domanda di imprese grandi e piccole.
Attività tanto diffuse in altri paesi alimentano la crescita delle funzioni centrali di direzione, controllo, coordinamento, gestione dei servizi.

Alcune di queste funzioni sono svolte dalle direzioni generali, altre sono acquisite o affidate all’esterno, col risultato di far crescere il complesso di servizi alle imprese.

Le direzioni generali delle imprese e le città
Di solito, per dare ad una città lo status di centro internazionale di affari, si utilizza, come indicatore, la concentrazione delle direzioni generali. La diminuzione delle direzioni generali viene vista come la perdita di tale status. Ma tutto dipende da come si misura l’importanza di una direzione generale: occupazione, volume d’affari sono due degli indicatori. Ma ancora, ci sono imprese a livello nazionale o regionale che non hanno la necessità di ubicare le proprie DG nelle grandi città, o altre che hanno più DG secondarie. Un caso importante di esodo delle DG di questo tipo è quello di New York, negli anni 60-70.
La distribuzione delle DG dipende anche dalla natura del sistema urbano della nazione; dalle differenze di storia economica e tradizioni commerciali; da una particolare e specifica fase economica. Per esempio, mentre New York perdeva DG, Tokio le acquisiva, ma perchè vi era un accentramento delle funzioni principali di comando nel principale centro d’affari del paese legato alla crescente internazionalizzazione dell’economia giapponese. Un fattore che contribuisce ulteriormente allo sviluppo di Tokio è di tipo politico amministrativo: tutte le attività internazionali devono ottenere una serie di approvazioni da parte delle autorità.

Oggi, sebbene le DG siano ancora concentrate in gran numero nelle grandi città, gli schemi odierni sono molto cambiati rispetto a quelli di 20 anni fa: la crescente intensità dei servizi e l’emergere dei servizi alla produzione, che hanno una grande predisposizione a stabilirsi nelle grandi città, fanno in modo che le DG preferiscano insediarsi nei grossi centri internazionali. L’impatto della crisi finanziaria della fine degli anni 80 sulle funzioni delle città globali: New York
New York è stato uno dei primi grossi centri finanziari a subire perdite massicce a causa della crisi economica finanziaria della fine degli anni 80. vi è stato un calo nell’occupazione bancaria, dovuto anche alla grande ristrutturazione del settore che vide molte fusioni tra istituti bancari.
Nel settore dei valori mobiliari, NYC conserva la sua posizione di forza.
Tutt’oggi NYC rimane la capitale bancaria degli USA e, secondo molti studiosi, la crisi della fine degli anni 80 ha rappresentato un utile aggiustamento dopo gli eccessi dei primi anni 80. Oggi l’attività bancaria a NYC è in crescita e sarà importante per il mantenimento della leadership di NY nella finanza mondiale.

Infatti, anche se le banche giapponesi ed europee hanno superato di molto le banche americane e dominano il panorama internazionale, tutte hanno gli uffici a NY.
Il futuro per NY può essere ancora migliore, specialmente se ci sarà una ristrutturazione del mercato azionario di Wall Street: un mercato più piccolo che si rivolge anche a imprese più piccole, ma senza perdere la sua base internazionale e continuando a fornire i servizi più specializzati e complessi.

Le città come luoghi produttivi postindustriali
Abbiamo visto le città come luoghi di produzione delle maggiori industrie di servizi dei nostri giorni. È giusto anche dare il giusto peso ai processi produttivi che stanno sotto ai servizi specializzati: così è possibile catturare le caratteristiche localizzative di tali industrie e capire che le società di servizi hanno esigenze localizzative e produttive proprie. La localizzazione in un centro urbano dà un grande beneficio a tali aziende.
A livello globale il ruolo delle maggiori città nell’economia mondiale si spiega nell’accettare l’infrastruttura e le attività di servizio che producono la capacità di controllo globale.
La capacità di controllo globale non può essere semplicemente assunta ma deve essere prodotta.
Il potere è importante per l’economia mondiale, ma è importante anche la produzione degli input di cui consta la capacità di controllo globale e la rispettiva infrastruttura di posti di lavoro; in tal modo possiamo collocare al centro del discorso la città e l’ordinamento sociale urbano associato a tali attività.

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